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POZZAGLIA SABINA

 

Pozzaglia Sabina

:: STORIA :: LA PATRONA: SANTA ULPIA CANDIDIA MARTIRE ::

 

Scheda Comune
Stemma antico Regione: Lazio
Provincia: Rieti
Sede Comunale: Viale dei Caduti, 1
Sindaco: Massimo Mulieri
Telefono: (+39) 0765-934016
Fax: (+39) 0765-934155
e-mail: comunepozzaglia@tiscalinet.it
Abitanti: Pozzagliesi
Patrono: Sant'Ulpia Candida
Altitudine: 878 m s.l.m.
Superficie: 25,22 km²
Abitanti: 366 (dati del 2008)
Densita': 14,51 ab./km²
Frazioni: Montorio in Valle, Pietraforte.
CAP: 02030
Pref. telefonico: 0765
Codice ISTAT: 057058
Codice catasto: G95
Sito web: http://pozzagliasabina.comunelazio.net/
 

STORIA

Un'oasi di pace nella leggenda

Il colpo d'occhio offerto al visitatore da Pozzaglia Sabina e' quantomeno insolito e particolarmente affascinante: il paese, edificato sopra un colle, ha l'aspetto di una vera e propria macchia grigia che fa capolino tra il verde acceso dei boschi e delle pinete che lo circondano.
Le case di Pozzaglia presentano infatti la particolarita' di essere tutte costruite senza la benché minima traccia di cemento: la robustezza dell'abitato e' assicurata dal fatto che gli edifici sono tutti addossati l'uno all'altro, realizzando con ciò anche una seppur grezza forma di sistema antisismico.
Secondo un'antica leggenda sarebbero stati i soldati di Carlo Magno a costruire le abitazioni ed a scavare il "Putem Gallorum" (il Pozzo del Gallo ovvero Pozzo del Francese) da cui deriverebbe il nome di questo centro, in ricordo di una leggendaria battaglia di Carlo Magno contro i Saraceni.
Una versione meno romanzata delle origini di Pozzaglia farebbe invece discendere il nome da un pozzo o da un acquitrino presente in zona a quell'epoca, e la sua organizzazione in borgo all'opera svolta dall'Abbazia di Farfa, che sin dal IX secolo annoverava questi territori tra i suoi possedimenti.
Anticamente denominata Pozzo Gallo, come evidenziato nel gonfalone comunale, risulta altresi' denominata anche Puzalia, nome riportato dalla cronaca Farfense a partire dal IX secolo d.c.; il Medio Evo incombente la vede oggetto di vari "passaggi di proprieta'" fra illustri casate romane fino alla definitiva acquisizione territoriale da parte dello Stato della Chiesa che governò su tali possedimenti allorquando subentrò il regno d'Italia. Diviene possesso dell'Abbazia di Farfa, poi viene riconosciuta da Carlo il Calvo, da Corrado II e da Enrico V.
Nel 1360 viene assediato dalle truppe del Comune romano, passa poi come feudo ai Mareri e nel 1403 alla famiglia Orsini.
I cambi di potere continuano con i Tuttavilla, con i Muti e infine passa ai principi Borghese, nel 1632. I legami con quest'ultima famiglia si sono conservati sino quasi ai nostri giorni e sono attestati dal fatto che ancora oggi una delle strade principali del paese e' intitolata a questa nobile famiglia romana.
Una volta compiuta l'unita' nazionale il territorio sabino fece parte di volta in volta di varie provincie circostanti finche' fu istituito il mandamento di ieti del quale Pozzaglia Sabina e' attualmente parte integrante.
Al presente il paese si staglia agli occhi del visitatore come un grazioso presepe protetto da una corona di monti e contornato da una verdeggiante estensione di prati e boschi che conferiscono al paesaggio un'oasi di pace e tranquillita' per lo spirito e garantisce nel contempo aria buona, cibi genuini e cordialita' nonche semplicita' negli abitanti.
Degne di menzione anche le due piccole frazioni, sono Pietraforte e Montorio in Valle, apprezzabili per l'aria salubre che in estate rappresentano una via di fuga dall'afa delle citta'.

Da vedere:

Chiesa San Nicola

Chiesa di S. Nicola di Bari - La chiesa si trova all'interno del borgo medievale ed era gia' esistente nel XV secolo. Nella prima cappella della parete destra si puo' ammirare una statua di Sant'Antonio di Padova ed un busto in marmo bianco di una gentildonna dai tratti piuttosto maturi. La prima cappella della parete sinistra e' dedicata a S Agostina, infatti vi conservano le spoglie della Santa. Nella zona dell'altare ci sono busti del diciassettesimo secolo di Santi e di Santi Vescovi. C'e' anche un tabernacolo del secolo diciassettesimo in legno e restaurato in oro zecchino. Dentro all'altare c'e' un'urna con i resti di Sant'Ulpia Candida Martire. Sopra all''altare maggiore un tempo c'era un baldacchino a colonne, della stessa forma di quello della Basilica di San Pietro. Le colonne erano in tutto 4, due sono rimaste e si trovano ai lati dell'affresco. Questo grande affresco, risalente al XVI secolo, e' l'opera d'arte più interessante della chiesa e raffigura la Crocifissione, con Cristo in Croce con ai lati San Gregorio Magno Papa e San Nicola. La chiesa custodisce anche diversi mosaici, particolarmente belli quelli della Madonna del Berremo e di San Giuseppe. Molto bella anche la Madonna lignea del XVII secolo nella nicchia vicino all'entrata.

Santa Maria del Piano

S. Maria del Piano XII sec. - della fiorente Abbazia di S. Maria del Piano, situta tra Orvinio e Pozzaglia, soppravvivono oggi i suggestivi resti che richiamano alla mente il suo splendora passato. La chiesa e' a pianta a croce latina con abside semicircolare sopraelevata, la suggestiva "Torre Campanaria" e' caratterizzata da più ordini di aperture e ovunque si trovano tracce dell'antico convento. La prima origine dell'abbazia sembra risalire all'XI sec., ma la tradizione vuole che sia più antica e che venne eretta insieme al Monastero dall'Imperatore Carlo Magno in Onore della Beata Vergine Assunta, per la vittoria riportata sul posto contro le truppe Saracene.
Chiesa di S. Stefano Protomartire - e' citata per la prima volta nel 1252 nel registro della diocesi di Rieti, ma l'aspetto e' seicentesco: infatti, gli interventi maggiori sono opera dei marchesi Santacroce che, in quasi tutto l'arco del seicento, furono i feudatari di quest'antico borgo. Sopra l'altare centrale c'e' la tela di Raffaello Vanni da Siena, allievo di Pietro da Cortona, che rappresenta "S. Elena che scopre la vera croce". Gli altri due altari contengono altre tele: a destra e' raffigurata la "Madonna del rosario con Santi", mentre a sinistra c'e' il "Martirio di S. Stefano". Nelle trabeazioni sono campite figure a mascheroni con motivi floreali; nell'altare centrale sono invece rappresentati piccoli putti e decorazioni policrome. Nelle quattro pareti sono presenti decorazioni ottocentesche che in alcuni punti, ne nascondono altre più antiche.
Chiesa di S. Antonio da Padova - risale al 1655 come chiesa privata della famiglia Bonanni, vassalli del castello di Pietraforte; l'interno della piccola chiesa e' ad una sola navata con il tetto a capriate e mattoncini decorati con motivi semplici. Nell'altare e' presente una decorazione barocca a motivi floreali e nella parete stessa e' affissa una lapide votiva e recante lo stemma della famiglia Bonanni. In una nicchia sopra l'altare vi e' una statua lignea seicentesca di S. Antonio da Padova.
Arco di accesso all'ex castello - e' in pietra calcarea con conci irregolari. Esso si fa risalire alla prima meta' del '500 e in seguito modificato dai Santacroce.
Arco di accesso all'ex castello - L'arco, quasi a sesto acuto, e' in pietra calcarea con conci irregolari. Esso si fa risalire alla prima meta' del '500 e in seguito modificato dai Santacroce (come dimostra lo stemma posto sulla chiave di volta aggiunto successivamente).
Arco di ingresso al borgo, detto "La Porta" - Arco a tutto sesto in pietra calcarea con conci irregolari; costruito da Valerio Santacroce nella prima meta' del '600 del quale e' visibile lo stemma sulla chiave di volta.
Fuori il paese ci sono poi i ruderi della chiesa di S. Maria dei Casali, sita nel vecchio cimitero, ed i ruderi del castello di Ofiano.

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LA PATRONA: SANTA ULPIA CANDIDA

Santa Ulpia Candida

Martire romana

Abbiamo poche informazioni su questa santa, patrona di Pozzaglia Sabina. La figura di questa santa non compare nei Martirologi ma, secondo la tradizione, fu martirizzata all'eta' di 35 anni, con ogni probabilita' all'epoca dell'imperatore Diocleziano. Il suo corpo rientra tra quelli esumati nelle catacombe di Santa Agnese, in Roma e fu donato da Don Nicola Petrucci alla citta' di Pozzaglia e qui trasportato in modo solenne durante il pontificato di Clemente XII. Dal 1758 e' esposto al culto nella chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari a Pozzaglia Sabina.

Una santa contesa

Nei paesi di Poggio Moiano e Pozzaglia, si racconta che i rispettivi abitanti si unirono per prendere la statua dei loro patroni. Andarono a Roma con carri trainati da buoi, presero San Sebastiano e Santa Ulpia. La Santa Martire era destinata a Poggio Moiano, ma il carro di San Sebastiano si fermo' in quest'ultimo centro. Cosi' San Sebastiano divento' patrono di Poggio Moiano. La strada per l'arrivo di Santa Ulpia Candida a Pozzaglia sembrava ormai priva di ostacoli, quando, in prossimita' del bivio fra Pozzaglia ed Orvinio (all'epoca si chiamava Canemorto), i pozzagliesi trovarono alcuni abitanti di quest'ultimo paese a bloccare il passaggio ed a reclamare la statua per il loro paese. Un'evento straordinario fece pero' definitivamemente capire la volonta' di Santa Ulpia di voler diventare la patrona di Pozzaglia: un violento temporale si scateno' all'improvviso sulle teste degli orviniesi mentre il sole continuava a splendere sui pozzagliesi.

Icona di S. Ulpia

Curiosita' sulla festa

Ogni anno si tengono a Pozzaglia Sabina, nella domenica successiva alla Pentecoste, i festeggiamenti in onore della patrona Santa Ulpia Candida, Martire seguita non solo dagli abitanti del luogo. Il programma segue una procedura ben consolidata negli anni: nel pomeriggio del giorno precedente, alle 17 e 30 circa, c'e' l'apertura dell'urna della Santa, segue l'omaggio ai caduti in guerra (cosi' come avviene in tutte le feste patronali), alle ore 19,00 si celebra la messa solenne di apertura. Per questa celebrazione, e' l'unica volta in tutto l'arco dell'anno che la banda entra in chiesa ed accompagna il canto delle litanie. La domenica mattina si svolge la messa e la processione (alle 12,00, 12 e un quarto). Nel pomeriggio avviene "lo scambio". In chiesa la benedizione eucaristica e la riconsegna la teca della Santa da parte di Chi l'ha avuta durante l'anno, che deve anche raccontare gli stati d'animo che ha vissuto oltre a dire qualche parola (come ha vissuto questo anno, come ha vissuto la vicinanza della Santa). La persona che prende la Santa si impegna a fare le sue promesse e, dopo di esse, il parroco gli consegna la teca. Sempre la domenica mattina, la banda musicale ha il compito di andare a prendere le festarole per portarle in chiesa, la processione le accompagna poi a casa. Il pomeriggio la banda va a riprenderle quando avviene lo scambio, poi accompagna la nuova festarola nella sua casa. Li' si svolge un rinfresco. Verso le ore 21 e 30 un complesso (con palco) allieta i presenti, in genere con balli.

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